Una keyword research ben fatta è ancora oggi uno degli elementi più strategici della SEO, ma farla nel modo sbagliato può farti perdere tempo, denaro e — cosa peggiore — opportunità di posizionamento.
Nell’era della SEO semantica e dell’intelligenza artificiale, non basta più raccogliere un elenco di parole chiave: serve un processo strutturato, pragmatico e guidato dall’intento di ricerca.
In questo articolo vedrai come fare una keyword research efficace per i tuoi contenuti, ottimizzando risorse e risultati, senza disperdere energie su keyword sbagliate o troppo competitive.
Perché la keyword research resta il cuore della SEO nel 2025
Il legame tra parole chiave e strategia di contenuto
Le parole chiave sono ancora oggi l’anello di congiunzione tra ciò che cercano gli utenti e ciò che pubblichi.
Una buona keyword research ti permette di:
- intercettare query rilevanti e specifiche del tuo target
- costruire contenuti ad alto potenziale SEO
- creare una mappa strategica dei contenuti (keyword mapping)
- segmentare i contenuti per fasi del funnel e tipologie di ricerca
Come l’AI e l’intento di ricerca stanno cambiando le regole
Nel 2025, con l’ascesa di Google SGE e la centralità dell’intent-based SEO, non è più sufficiente scegliere parole chiave con volume elevato. Serve capire:
- cosa si aspetta l’utente digitando una certa query
- come Google risponde (SERP analysis)
- quali formati privilegia (snippets, video, recensioni, articoli, ecc.)
La keyword non è solo una parola, ma un segnale strategico su come costruire il contenuto e con quale obiettivo.
I 5 step per una keyword research davvero efficace
1. Definisci gli obiettivi del contenuto
Ogni contenuto deve rispondere a una domanda strategica: perché sto creando questa pagina?
Esempi di obiettivi:
- Posizionarmi per una parola chiave transazionale (“consulente SEO Milano”) → ottenere lead, contatti.
- Intercettare traffico informativo in fase TOFU (“come fare una keyword research”) → intercettare segmenti di utenti interessati agli argomenti di cui ti occupi → fare brand impression e brand awareness.
- Sostenere un cluster tematico o contenuto cornerstone → scalare il posizionamento di un articolo pillar o di una category (magari superando i tuoi competitor in SERP).
2. Analizza l’intento di ricerca
Studia la SERP delle parole chiave selezionate:
- Ci sono guide? Articoli di blog? Schede prodotto?
- Google propone “People also ask”? Featured snippet?
- Qual è il tono e la profondità dei contenuti in prima pagina?
- Google risponde direttamente tramite la sezione AI Overview?
- Quali tipi di formati vengono mostrati? Video? immagini? Schede prodotto?
- La SERP mostra annunci a pagamento?
Strumenti utili: SEMrush, Seozoom, Ahrefs SERP Overview (naviga Google pulendo la cronologia del tuo browser o da incognito).


3. Usa gli strumenti giusti (gratuiti e a pagamento)
Per fare una ricerca dati-driven, puoi usare una combinazione di:
- SEMrush / Ahrefs / Seozoom : keyword ideas, keyword gap, keyword difficulty
- Google Keyword Planner: volume di ricerca, CPC stimato
- AnswerThePublic / AlsoAsked: domande correlate
- Google Suggest e Autocomplete: query emergenti
- Google Search Console: parole chiave già posizionate ma migliorabili
4. Seleziona le keyword ad alto potenziale
Sulla base delle informazioni raccolte, individua le parole chiave più pertinenti facendo attenzione a non puntare solo sul volume. Valuta anche:
- Difficoltà SEO (KD)
- CPC (per capire il valore commerciale della keyword)
- Long tail keywords: meno volume, ma conversione più alta
- Keyword secondarie e correlate: per arricchire la semantica
Esempio:
Invece di puntare su “SEO”, meglio “consulente SEO freelance per e-commerce”.
5. Mappa le keyword nei contenuti
A questo punto, assegna a ogni pagina una primary keyword (io le definisco focus keyword), affiancata da keyword secondarie e LSI.
Evita la cannibalizzazione e crea un piano editoriale coerente.
Puoi strutturare un content cluster con:
- Pagina pillar: “Keyword Research SEO”
- Articoli collegati: “Strumenti per keyword research”, “Analisi dell’intento di ricerca”, “Keyword long tail: perché funzionano”
Il mio metodo personale si avvale di 3 strumenti:
- le tabelle pivot, utili per organizzare i cluster di keyword in base a cluster semantico e intento di ricerca (trovo molto efficace lavorare con i fogli Google Sheets)
- le mappe mentali, utili per organizzare le aree semantiche del sito web, architettura e gerarchia dei contenuti (mi trovo bene con Xmind o con Imindmap)
- i fogli excel (o Google Sheets), utili per realizzare il Piano Ottimizzazione SEO: un documento che indica chiaramente le pagine, definendone la tipologia, l’obiettivo, il tipo di contenuto, l’url, la focus keyword, le keyword secondarie e lsi e gli elementi di controllo per l’ottimizzazione (title, description, heading, immagini, link interni in e out, link esterni, etc.).

Strumenti utili per una ricerca keyword veloce e precisa
SEMrush, Seozoom, Ubersuggest
Tutti offrono:
- Volume medio mensile → indica le potenzialità di traffico e il grado di interesse “esplicito” degli utenti.
- Keyword Difficulty (KD) → indica quanto è facile/difficile emergere per questa ricerca.
- CPC stimato → indica se ci sono o meno persone disposte a pagare per comparire in SERP tramite ADV.
- Intento di ricerca (Seozoom, SEMrush e Seozoom lo indicano esplicitamente) → fornisce informazioni sulle intenzioni sottese alla ricerca, e quindi la tipologia di contenuto più adatta a soddisfarla.
- Parole chiave correlate e domande frequenti → indicano come arricchire o completare un cluster semantico.
- Keyword gap rispetto ai competitor → indica quanto è ampia la distanza da colmare per superare i tuoi competitor.

Google Suggest, AnswerThePublic, Search Console
Ideali per:
- Esplorare domande reali degli utenti
- Ottenere spunti long tail
- Individuare opportunità latenti già posizionate (tramite GSC)
Tool per keyword long tail e analisi CPC
- Keyword Research Pro → keyword con bassa concorrenza
- Keywordtool.io → suggerimenti da YouTube, Amazon, Bing
- SE Ranking → ottimo per budget limitati
Errori comuni nella keyword research (e come evitarli)
Inseguire solo il volume
Una keyword da 10.000 ricerche mensili è inutile se ha poca attinenza col tuo business o se non puoi competere con i top player in SERP.
→ Meglio 200 visite qualificate che 10.000 irrilevanti.
Ignorare la SERP
Non basta conoscere il volume: serve analizzare la concorrenza, capire che tipo di contenuto si posiziona e cosa offre in più rispetto alla tua proposta.
→ Inutile competere contro i colossi del settore laddove non hai la stessa potenza.
→ Inutile competere con un articolo di blog dove le risposte vengono fornite in formato video.
Trascurare l’intento e la concorrenza
Scrivere per “parole chiave informazionali” quando si punta alla vendita è un mismatch che non porterà risultati.
Segmenta le keyword anche in base alla fase del funnel (TOFU-MOFU-BOFU).
Esempio per il settore della consulenza:
- TOFU → contenuto informazionale, tutorial, guida → scegli keyword informazionali, esempio: “cos’è il grasso addominale e come eliminarlo” o “come scegliere le scarpe da trekking”;
- MOFU → guide comparative, categorie → scegli keyword long tail informazionali o commerciali “spinning o corsa per dimagrire?” o “migliori scarpe da running”;
- BOFU → pagina di conversione, pagina prodotto → “lezioni spinning roma” o “scarpe nome-modello donna”.

Punta a una keyword research che guida la strategia SEO, non la rallenta
Una keyword research efficace non è un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma una leva strategica per guidare il contenuto, migliorare il ranking e ottimizzare le conversioni.
Il segreto sta nel combinare dati reali, strumenti professionali e comprensione profonda dell’intento di ricerca.
Con questo approccio, ogni contenuto che pubblichi sarà fondato su basi solide e misurabili.
Contattami per una consulenza personalizzata.
Guarda i risultati che ho ottenuto con vari clienti.
Domande frequenti
La keyword research serve ancora?
Sì, la keyword research serve ancora: traduce gli obiettivi in contenuti utili e prioritizza le risorse, mentre intenti e SERP evolvono con AI e nuove feature.
– Lega domanda reale (SERP/GSC) a cluster e formati corretti (guida, video, FAQ).
– Riduce sprechi e cannibalizzazioni, chiarendo la “pagina owner” per intento.
– Rafforza E-E-A-T e struttura dati, rendendo i contenuti più “comprensibili” anche per AI Overview.
Come trovare le giuste keywords?
Trovi le giuste keyword partendo dagli obiettivi, leggendo la SERP e scegliendo termini con intento chiaro, potenziale traffico e valore per il business.
– Definisci obiettivo e pubblico (TOFU/MOFU/BOFU, lingua, località).
– Leggi la SERP: formati, PAA, concorrenti e intento dominante.
– Usa fonti: GSC/GA4, Planner, Suggest/PAA, forum/Reddit + suite SEO (Semrush/Ahrefs/Seozoom) per volumi, KD e gap.
– Valuta: pertinenza → volume → difficoltà → CPC → valore business; preferisci long tail quando serve conversione.
– Clusterizza per tema/intent, assegna una pagina “owner” e previeni cannibalizzazioni.
– Pubblica, monitora CTR/posizioni/conversioni e itera la scelta.
Per iniziare, io trovo molto utile organizzare un foglio in cui indico le aree semantiche da individuare. Per esempio per una scuola di trading potrei individuare diversi “punti di ingresso”: “scuola, corsi, formazione, lezioni”. A questi termini ne affianco altri che possono essere significativi: città della sede (o online). Infine mi dedico ai termini specifici che caratterizzano il campo semantico: “opzioni, finanza, mercato”.
Digito (o carico) le varie combinazioni di partenza ed estraggo i dati di riferimento (volume, competizione, intento, etc.) + tutte le keyword che emergono dalla ricerca. Ad esempio, SEMrush, Seozoom e il Keyword Planner di Google ADS ti suggeriranno tutti i termini correlati.
Scegli quelle più pertinenti, salvale in un elenco e organizzale in una tabella pivot.
Quali sono i programmi di keyword research?
SEMrush, Seozoom, Keyword Plannner di Google ADS, Keywordtool.io e Ubersuggest.
– SEMrush per i progetti internazionali su più paesi e più lingue
– Seozoom per i progetti in lingua italiana, paese Italia (anche se ha integrato anche altri database lingua-paese)
– Keyword Planner di Google ADS
– Ubersuggest
Sono i miei preferiti.
Quali tipologie di keyword vanno ricercate?
La tipologia di keyword da ricercare dipende dal tipo di contenuto che vuoi realizzare, dall’obiettivo che vuoi raggiungere: informazionali per articoli e guide, transazionali e commerciali per le schede prodotto e vendita.
Esempio:
– Per articoli di blog e guide: prediligi le keyword informazionali e cerca di rispondere alle domande frequenti, AnswerThePublic può esserti di grande aiuto.
– Per le schede prodotto: mira alle keyword commerciali, di solito contengono i termini “prezzo, offerta, etc.”.
– Per le pagine di conversione di servizi: keyword commerciali/transazionali che fanno riferimento a “luogo, nome servizio”.
Fai attenzione: quando parliamo di contenuti, non mi riferisco solo al testo presente in pagina! Per alcune SERP i video sono il tipo di contenuto che si posiziona meglio! (è il caso delle guide e tuttorial).
Qual è la più importante caratteristica delle keyword?
Intento di ricerca, volume e difficuty o competizione.
– In primo luogo valuta l’intento di ricerca
– In secondo luogo valuta il volume di ricerca e mettilo in relazione alla “difficulty” o competizione.
– Infine valuta bene la SERP per capire quanto spazio hai realisticamente per emergere, con quale tipo di contenuto/formato e con quale sforzo.
Che cos’è una keyword research efficace?
È una ricerca di parole chiave guidata da obiettivi, intento e concorrenza, per creare contenuti che portano traffico utile e risultati.
– Definisce cosa vuoi ottenere e per chi scrivi.
– Allinea contenuti, architettura e priorità di pubblicazione.
Come leggere intento e SERP nel 2025?
Osserva cosa Google mostra: formati, People Also Ask, AI Overview e livello dei concorrenti.
– Che contenuto vince? Guida, video, prodotto?
– Adatta profondità e formato al risultato atteso.
Come scegliere le keyword ad alto potenziale?
Valuta pertinenza, difficoltà e valore: spesso la long tail converte meglio del puro volume.
– Considera KD e CPC come proxy del valore.
– Usa correlate/secondarie per arricchire la semantica.





